
Autore: shimown
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St. Tropez Storia, Francia
Fin dall’antichità, la città di St.-Tropez ha avuto una storia tumultuosa, alla quale hanno contribuito gli insediamenti fenici, liguri, greci, romani e invasione saracene a seguito della caduta dell’Impero Romano.
La posizione strategica sulla costa meridionale francese ne promosse lo sviluppo commerciale, grazie soprattutto all’attività portuale e di pesca, ma anche all’attività vitivinicola.
Nel quindicesimo secolo, una comunità di genovesi vi si stabilì e la fortificò, facendola diventare un fiorente porto franco, una specie di repubblica autonoma. Fu per la città un periodo d’oro, almeno fino a quando nel 1672 Luigi XIV abolì questo status privilegiato.
Nell’Ottocento, le rotte del mare hanno portato ospiti illustri e intellettuali come Guy de Maupassant, Henri Matisse, Paul Signac, e con essi nuovi stimoli alla notorietà oltre che allo sviluppo economico, sociale e culturale della città.
Con l’introduzione di nuove tecnologie d’ingegneria navale come le barche a vapore e l’impiego del ferro nelle navi, e a seguito dell’istituzione della linea ferroviaria Fréjus/Saint-Raphaël, i cantieri navali subirono una flessione, come a lasciar strada al futuro radioso della vocazione artistica e turistica di St.-Tropez.
Il porto, distrutto a seguito dello sbarco degli alleati nel 1944 durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruito fedelmente con gli aiuti del Piano Marshall, facendo ripartire St.-Tropez come meta di villeggiatura sempre più amata dal jet-set internazionale.
Tra moschettieri, marinai, tamburi e fanfare che percorrono la città in processione, vale la pena seguire le Bravades de St.-Tropez: il santo patrono e il glorioso passato militare vengono celebrati tra il 16 e il 17 maggio di ogni anno, con una festosa processione di ardimentosi in costume, portando un busto di Torpes per la città. Questo nome appartiene al centurione cristiano che, martirizzato da Nerone nel 68 d.C per aver perseguito i suoi ideali, fu gettato in una barca lasciata alla deriva sulla foce dell’Arno, in balia delle correnti del Mar Ligure. I cristiani del luogo lo ritrovarono sulle rive dell’attuale St.-Tropez, lo elevarono a santo martire e costruirono l’“Ecclesia Sancti Torpetis” in suo omaggio. I monaci dell’Abbazia di Saint-Victor di Marseille, padroni di questa penisola, trasformarono il nome Torpes in Saint Tropez.
Autore:Nozio






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