Autore: itspaulkelly
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Il Parmigiano-Reggiano, Italia
Giornata VIII, Novella terza, del Decamerone di Boccaccio, 1348-1353 "… una montagna di formaggio Parmigiano grattugiato, sopra la quale stauan genti che niuna altra cosa fecevan, che fare maccheroni, e raviuoli, e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittauan quindi giù, e chi più ne pigliaua, più se n’aveva…".
Formaggio grattugiato per condire maccheroni e ravioli. Così appariva nella descrizione di Boccaccio a metà del trecento.
L'uso più classico del Parmigiano-Reggiano non è cambiato nel tempo, così come la sua lavorazione, a partire dal latte proveniente da allevamenti delle zone d'origine, un comprensorio tra le province di Bologna, Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia.
Servono 16 litri di questo latte per fare un chilo di Parmigiano-Reggiano, serve il fuoco e il tempo.
Due o più anni di stagionatura, in cui le forme vengono controllate, lavate e pulite, rendono questo formaggio quello che è: uno straordinario alimento naturale, equilibrato e nutriente.
Quando è il momento, il ciclo si chiude con la marchiatura, riassunta in numero di matricola, marchio e anno e mese di produzione.
Da quel momento è già sotto gli occhi di ogni buon commensale.
Autore:Nozio



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