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Catania Catania : Monte Etna, Italia
Un gigante sempre attivo che a volte esplode, improvvisamente e violentemente, generando ancora una volta il terrore.
L'eruzione più devastante risale al 1669, quando la lava annientò paesi e raccolti, persone e animali, raggiungendo anche Catania. Nel corso del 1900, l'Etna si risvegliò più volte minacciando ed in parte distruggendo. Tra gli anni '70 e '80 Milo, Sant'Alfio e Randazzo furono salvate in extremis. Finalmente, durante l'eruzione del 1983 la lava venne deviata in un canale artificiale. Ma l'Etna non dorme mai e continua la sua attività: periodicamente la lava fuoriesce dai numerosissimi crateri che si trovano sui fianchi del vulcano. L'ultimo sfogo violento risale alla fine del 2002, quando una violenta eruzione ha minacciato seriamente il Rifugio Sapienza, situato ai piedi del Vulcano.
Avventurarsi sull'Etna è un'esperienza unica ed emozionante. Non è necessario essere atleti nel fiore degli anni per esplorare il "gigante" siciliano: esistono moltissimi tipi di escursioni, dal trekking al giro turistico con il treno della Circumetnea, dall'itinerario enogastronomico alla gita in mountain bike su sentieri non battuti.
Visitare i crateri dell'Etna è comunque l'escursione più suggestiva di tutte. Una volta raggiunta la cima, il vostro sguardo abbraccerà una parte di Sicilia, dalle Isole Eolie fino al Golfo di Augusta.
Molto suggestivo è anche il tour con la vecchia locomotiva della Circumetnea, tramite cui si raggiungono tutti i paesini che sorgono ai piedi del Vulcano. Tra questi, citiamo Randazzo, dalla suggestiva architettura medioevale, e Linguaglossa, con i caratteristici edifici in pietra lavica e arenaria. Proprio a Linguaglossa consigliamo di visitare il Museo etnografico delle genti dell'Etna e, naturalmente, lo splendido Parco dell'Etna, una maestosa oasi verde che si estende per 58.000 ettari.
Tutta la zona dell'Etna è rinomata per la produzione vinicola, soprattutto i dintorni di Randazzo e di Castiglione di Sicilia: l'Etna doc è un vino forte e deciso, ideale per accompagnare cibi saporiti come lo "zuzzu", una specie di insaccato a pasta gelatinosa a base di parti cartilaginee di suino e bovino, che di solito viene servito sottoforma di cubetti. Un altro piatto tipico che si può gustare sono i "maccaruni", pasta fatta in casa condita con vari tipi di sughi. Come secondo, consigliamo un piatto a base di agnello o di capretto.
La cittadina di Bronte, per finire, è rinomata per la produzione del pistacchio, estremamente pregiati e molto richiesti sia in Italia che all'estero. Intorno al 1800 la coltivazione di questi frutti divenne l'attività più importante di tutta la zona. La raccolta dei pistacchi è ancora oggi un lavoro molto lungo, costoso e faticoso: le piante fruttificano solo una volta ogni due anni e non è possibile raccogliere i frutti tramite macchine, ma solamente a mano. Molte sono le ricette caratteristiche preparate a Bronte e dintorni, a base di questo ingrediente: dai primi piatti di pasta conditi con sugo a base di pistacchi ai moltissimi tipi di dolci in cui questo frutto può venire usato, in granella oppure in pasta.
Autore:Nozio
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