
Autore: andrea
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Isole Eolie Storia, Italia
L'uomo abita le isole Eolie sin dal Neolitico. I primi coloni giunsero a Lipari dalla Sicilia agli inizi del IV millennio a.C. e sull'isola trovarono l'ossidiana, durissima roccia vulcanica vetrosa che era il più prezioso minerale di quei tempi perché si producevano formidabili utensili. Questo significò uno straordinario sviluppo della civiltà neolitica a Lipari e nell'arcipelago.
Con l'inizio dell'età del Bronzo (fine del III millennio a.C.), arrivarono nelle isole nuovi gruppi etnici provenienti dalla Grecia micenea, gli Eoli, che esploravano i mari alla ricerca delle materie prime necessarie alla loro potenza. Da queste genti le isole trassero il nome che ancora conservano.
Nel VI secolo a.C. Lipari venne colonizzata da un gruppo di Greci di stirpe dorica, provenienti da Cnido e da Rodi. Allestirono una potente flotta, con la quale i Liparoti si assicurarono a lungo la supremazia sul mare.
In seguito Lipari cadde sotto il dominio cartaginese e vi rimase fino alle guerre puniche. Per la sua posizione strategica e gli ottimi porti, l'arcipelago divenne una delle migliori stazioni navali cartaginesi.
Lipari fu conquistata e rasa al suolo dai Romani nel 252 a.C. Iniziò per le isole un periodo di grave decadenza, anche se continuavano i vantaggi economici legati all'estrazione dell'allume, del quale Lipari aveva nel mondo antico il monopolio.
Le isole Eolie ebbero una grande importanza strategica durante la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo. Ottaviano la strappò a Sesto Pompeo nel 36 a.C. e fece dell'isola di Vulcano la base della sua flotta per le operazioni che precedettero la battaglia di Milazzo ed il successivo sbarco in Sicilia.
In età cristiana (forse dal IV secolo) Lipari divenne sede vescovile. Qui erano venerate le reliquie dell'apostolo San Bartolomeo che, secondo gli scrittori bizantini, sarebbero giunte miracolosamente dall'Armenia. Nell'alto Medioevo Lipari fu quindi meta di pellegrinaggi. Intorno alle Eolie, in particolare a Lipari e a Vulcano, fiorisce nell'alto Medioevo, una variopinta serie di leggende e tradizioni che legavano l'attività vulcanica al mondo degli inferi.
Nell'839 Lipari fu aggredita e distrutta da un'incursione degli Arabi, che massacrarono e deportarono in schiavitù la popolazione. Lipari rimase per alcuni secoli quasi totalmente deserta, fino alla riconquista della Sicilia da parte dei Normanni, che nel 1083 portarono a Lipari l'abate Ambrogio con un nucleo di monaci.
Nel 1544 la città fu saccheggiata dal feroce corsaro turco Ariadeno Barbarossa, che per giunta deportò gli abitanti come schiavi. In seguito Carlo V la ripopolò, importando immigrati spagnoli e campani, e potenziò le difese costruendo le attuali mura. Però solo con la scomparsa della pirateria, alla fine del 1700, Lipari tornò ad espandersi veramente.
Per tutto il XIX secolo Lipari, diventata scalo obbligato di molte linee marittime, tornò ad un grande sviluppo economico, una breve parentesi che fu interrotta dalla nascita delle navi a vapore. L'economia delle Eolie entrò in crisi e buona parte degli abitanti emigrò in America e in Australia; questa situazione perdurò fino agli anni '60, che segnarono la riscoperta delle isole dai turisti di tutto il mondo.
Autore:Nozio




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