Storia di Taormina - Storia e Cultura Taormina - attrazioni Taormina - arte Taormina - guida storica Taormina Sicilia

Autore: Nozio





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Taormina Storia E Cultura, Italia

I primi contatti tra Taormina e la Grecia si ebbero nel 735 a.c.. Successivamente, Dioniso il Vecchio, tiranno di Siracusa, assediò la zona circostante il Monte Tauro con la volontà di conquistare la pianura. Gli abitanti del luogo riuscirono a resistere alla forza ma non alla burocrazia: nel 392 a.c., grazie ad un accordo stipulato con i Cartaginesi, Dioniso riuscì ad ottenere il possesso del Monte. Ad assumere il governo della città fu mandato Andromaco, il quale fondò la città di Tauromenium.

Per evitare potenziali attacchi, la città si sottomise alla potentissima Roma nel 212 a.c. diventandone di fatto una colonia, luogo di villeggiatura per consoli e patrizi che in questo luogo fecero costruire molte ville lussuose, e "mucca da mungere" per l'Impero. Sempre più esose erano infatti le tasse imposte alla città, tanto da ostacolare lo sviluppo economico del territorio.

Con la caduta dell'Impero Romano (476 d.c.), iniziò una lenta e difficile conversione al Cristianesimo da parte dei Bizantini, fino a quando Tauromenium divenne sede vescovile (rimanendo tale fino al 1082).

Dopo la caduta dell'Impero, musulmani e cristiani si alternarono il dominio della città fino al 962, quando gli Arabi conquistarono definitivamente Tauromenium ribattezzandola Almoezia. Durante il dominio arabo la città conobbe un periodo di splendore: vennero apportate importanti innovazioni nel campo dell'agricoltura (produzione di arance e limoni, sistemi d'irrigazione), della filosofia, della medicina e della matematica.

Nel 1078, il normanno Ruggero d'Altavilla, appoggiato dal Pontefice, conquistò Almoezia, riportandola in mano ai cristiani (che tuttavia durante il dominio arabo godevano di una certa libertà) e restituendole il suo nome originario. Anche il dominio normanno ebbe un'influenza positiva sulla città, sia dal punto di vista architettonico che da quello culturale.

Dopo i Normanni, fu il momento degli Svevi. Durante il regno di Federico II (l194-1250) Taormina godette di un periodo di prosperità breve ma intenso. Ma il papa (francese) non vedeva di buon occhio gli Svevi o il dominio svevo, e incoronò il connazionale Carlo d'Angiò re di Sicilia.

Taormina, insieme ad altre città dell'isola, si rifiutò di riconoscere in Carlo d'Angiò il nuovo sovrano, continuando ad appoggiare, senza esito positivo, gli Svevi. L'ostilità nei confronti dei francesi sfociò nel 1282 nella rivolta dei Vespri siciliani.

Il dominio spagnolo: dopo quasi un secolo di conflitti, la Sicilia, e quindi Taormina, passò agli spagnoli e Palazzo Corvaja divenne sede del Parlamento Siciliano. Seguì un periodo di stabilità lungo diversi secoli, nonostante l'imposizione sempre più esosa di tasse da parte degli spagnoli.

Successivamente, dal 1713 in poi, la Sicilia passò sotto i Savoia, gli Austriaci e poi ancora gli Spagnoli. Quest'ultimi diedero un notevole contributo allo sviluppo di Taormina, eseguendo importanti opere come il tratto di strada che collegò la città di Messina a quella di Catania e quello che unì la città al mare. Il dominio spagnolo durò fino al 3 agosto 1860 quando i Mille giunsero a Taormina al comando di Nino Bixio.

Autore:Nozio



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