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Autore: Nozio





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Catania Storia E Cultura, Italia

Katane venne fondata dai Calcidesi nel 729 a.C. in una fertile pianura alle falde dell'Etna. Nel 476 a.c. la città venne conquistata da Gerone, feroce tiranno di Siracusa che ne cacciò gli abitanti sostituendoli con genti siracusane, e la ribattezzò con il nome di Aitna. I Calcidesi si rimpossessarono della città dopo la caduta del tiranno, restituendole il nome originario. Ma il periodo di autonomia fu breve: nel 403 a.c. un altro tiranno siracusano conquistò Katane vendendo i suoi abitanti come schiavi. Fino all'inizio del III secolo la città rimase sotto il dominio di Siracusa.

I Romani, nel 263 a.c., nel corso della prima guerra punica, invasero la città e vi restarono per circa sette secoli, periodo nel corso del quale Katane si sviluppò notevolmente sia dal punto di vista culturale che economico.

Dopo la caduta dell'Impero, l'ex colonia romana venne conquistata da Belisario (535 d.c.) passando sotto il dominio dell'Impero Bizantino, che durò per circa tre secoli.

Agli Arabi, che sbarcarono in Sicilia nell'827 d.c., succedettero i Normanni che, nel 1071, varcarono le porte di Catania guidati dal Conte Ruggero. Sotto i Normanni, la città perse l'autonomia che in parte era riuscita a conservare nonostante le continue dominazioni, diventando sotto tutti gli effetti una città feudale.

Nel 1169, la città venne in gran parte distrutta da un terribile terremoto che colpì tutta la Sicilia Orientale. Dopo circa trent'anni, mentre ancora si lavorava alla ricostruzione, Catania appoggiò gli Altavilla contro Enrico VI, figlio del Barbarossa: la reazione imperiale fu violentissima culminando in un rogo che distrusse parte della città, tra cui la Cattedrale.

Sotto Federico II (1240), Catania si emancipò finalmente dalla sua condizione feudale: venne riconosciuta come Comune e riacquistò una certa autonomia. Del periodo medioevale della città restano però ben poche testimonianze.

Fondamentale per la crescita culturale, economica e demografica di Catania furono gli Spagnoli che, dopo l'incoronazione di Federico III d'Aragona a re di Sicilia, istituirono alcune importanti sedi politiche proprio a Catania. A testimoniare la forte crescita culturale che investì la città fu la fondazione dell'Università (1434), la prima di tutta la Sicilia.

La seconda metà del 1600 rappresenta un periodo estremamente tragico nella storia di Catania: nel 1669 una violenta eruzione dell'Etna sommerse di lava ogni cosa e, dopo meno di trent'anni (1693), quando ancora la città stava medicandosi le ferite, un terremoto distrusse quel che restava. Catania reagì a queste catastrofi naturali avviando un imponente progetto di ricostruzione che prevedeva il largo utilizzo di lava nera e pietra calcarea chiara. Per decenni la città divenne un cantiere in continuo fermento, mentre a poco a poco cominciava a delinearsi quell'aspetto barocco che caratterizza la città come oggi la conosciamo.

Durante il Risorgimento, Catania si ribellò ai Borboni sia nel 1837 che nel 1848, liberandosene definitivamente nel 1860, quando i Mille conquistarono Palermo. Con il plebiscito del 1870 anche Catania venne annessa al Regno d'Italia.

La crescita urbanistica e industriale di Catania proseguì a ritmi vertiginosi. Negli ultimi decenni, Catania si è distinta soprattutto nel campo delle tecnologie, guadagnandosi l'appellativo di Silicon Valley d'Italia.

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